ORESTE FIORENZA-181
Non è per i prefetti della Repubblica soltanto una felice coincidenza , né una rituale ricorrenza , ma un vero e proprio sentirsi comunità per celebrare il loro patrono Sant’Ambrogio , prima prefetto e poi vescovo di Milano .
Dalla sua testimonianza dopo diciassette secoli c’è ancora molto da attingere perché il prefetto Ambrogio ha avuto in un periodo storico complesso e difficile la capacità di possedere l’orizzonte del buon governo .
Ma fu anche il vescovo che ha lasciato tracce indelebili della sua azione pastorale tant’è che ancora oggi si evocano e si definiscono : diocesi ambrosiana, rito ambrosiano, quasi a saldare quel fecondo momento storico alla realtà anche sacra del nostro tempo .
E quest’anno , nella chiesa di San Lorenzo in Panisperna ,  il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e la folta presenza del personale prefettizio hanno partecipato alla celebrazione della Santa Messa , presieduta da Sua Eminenza il Signor Cardinale Angelo Becciu , prefetto della Congregazione per le cause dei Santi , nella consapevolezza che la forza intrinseca del corpo prefettizio è riposta esclusivamente nella riconosciuta professionalità e , come il loro patrono , nel radicarsi  nei territori per mantenere integra la tessitura dei diversi livelli di governo e per suscitare l’afflato democratico .
È evidente che il tempo ha forgiato , affinato e per certi versi cambiato l’approccio dei prefetti nei rispettivi territori per essere la più duttile chiave di lettura delle esigenze , delle aspirazioni e dei molteplici effetti che la modernità e forse la  postmodernità stanno provocando nelle relazioni sociali .
In un’epoca in cui la proliferazione delle parole rischia di marginalizzare le ragioni  che muovono i pensieri , confondendo il confronto tra tradizione ed innovazione , il prefetto è chiamato ad apportare un contributo culturale per stimolare le responsabilità capaci di conseguire obiettivi determinati da situazioni emergenziali  e di lungo respiro .
La lezione di Sant’Ambrogio in questo senso appare ancora attuale e piena di singolari indicazioni per superare le sfide che la quotidianità pone al prefetto .
Non certamente un ruolo notarile quanto la necessità di pervenire a soluzioni rapide ed efficaci laddove spesso si avvertono difficoltà insormontabili .
E l’Anfaci che ha voluto con entusiasmo questo annuale appuntamento ha rafforzato lo stile del prefetto che ha saputo evolversi con lo spirito della società , andando oltre i rassicuranti recinti dei palazzi del governo per porsi al servizio delle persone e cercando di tutelare i diritti soprattutto dei più deboli .
Sant’Ambrogio resta un modello , un archetipo ed un simbolo che ha dipinto un affresco in cui il buon governo della sua funzione prefettizia e la buona vita della sua missione episcopale si intrecciano per diventare una concreta aspirazione di un nuovo umanesimo.
Nei non luoghi dei ghetti dei migranti , nelle articolate questioni sociali che generano tensioni , nella tutela della sicurezza ed , in particolare , nel contrasto dell’illegalità , il prefetto resta ancorato ai principi ed ai valori costituzionali, con lo sguardo anche a Sant’Ambrogio, prefetto e vescovo.

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