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In ricordo di un caro Amico

Ricordare Leopoldo Falco, a distanza di un anno, è soprattutto ricordare un caro Amico, un Collega speciale, un galantuomo delle Istituzioni.

Leopoldo è stato tutto questo, perché ha servito la Repubblica per il bene comune, osservando la Costituzione e rispettando le leggi dello Stato. Lo ha fatto con disciplina e onore, essendo un autentico testimone di etica del servizio pubblico. Lo ha fatto in silenzio e senza alcun protagonismo, come si addice ad un funzionario del Corpo Prefettizio e come richiede la tradizione del Ministero dell’Interno, animato solo dall’intento di risolvere i problemi dei cittadini, di stare con orgoglio accanto a loro nella quotidianità, di essere garante dell’esercizio dei diritti civili e sociali proclamati dalla Costituzione.

È stato un prefetto disponibile all’ascolto e alla mediazione, pronto a suscitare energie positive, capace di essere mite e risoluto, fermo e pacato, paziente e prudente, perseverante e duttile al cambiamento.

Va ricordato pure come un intellettuale e un uomo di studio, di visioni future, di riflessioni attente e di proposte ponderate, che credeva nell’importanza della cultura dei valori e degli ideali da considerare un prezioso  patrimonio a cui alimentarsi nel difficile cammino della professione.

Il suo stile di fiero patriota repubblicano ha lasciato una traccia indelebile e ha insegnato a dare un senso concreto alla vita. Per questo, Leopoldo Falco dalla “stanza di sopra” continua ad esserci. Ed è per questo che merita, a distanza di un anno dalla sua improvvisa scomparsa, il nostro affettuoso ricordo.

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