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“Giornate europee dei rappresentanti territoriali dello Stato” – Valencia – 8 – 9 maggio 2025

Ignazio Portelli, Presidente AERTE/EASTR e Presidente dell’ANFACI

Buon pomeriggio,

ringrazio cordialmente tutti per la presenza alle XXX Giornate europee dei rappresentanti territoriali dello Stato.

Con intensità rivolgo un deferente saluto e vivo ringraziamento al Governo della Spagna e al Segretario di Stato Arcadi Espana Garcia, che ci onora con la sua presenza.

Grazie anche ai relatori, ai moderatori delle sessioni di lavoro e agli organizzatori.

Un sentito ringraziamento per l’ospitalità alla splendida Città di Valencia, alla Comunità valenciana e alla Università.

Gli argomenti che qui discuteremo sono di grande rilievo nelle nostre nazioni e richiedono adeguate capacità di analisi e di corretto pragmatismo.

Torniamo a riunirci in Spagna dopo le interessanti Giornate in Castiglia e Leon e, ancora prima, dopo gli incontri a Madrid, Malaga e Toledo.

Le Giornate europee hanno un antico rapporto con i colleghi della Spagna e ricordi molto lieti di personale amicizia. Il mio ricordo va, tra i tanti, a Luis Negro Carrillo, Jose Luis Becares, Juan Antonio Redondo Parral e Francisco Alvarez Santamarina.

Colgo l’occasione anche per salutare il ritorno alle nostre attività dei colleghi della Polonia e della Grecia e per far presente che i colleghi dell’Albania così come gli Italiani sono rimasti bloccati dallo svolgimento di elezioni e, nel caso italiano, anche dallo svolgimento concomitante di cinque referendum nazionali.

Sono molto contento di festeggiare in Spagna con tutti voi la trentesima edizione delle Giornate europee. È un traguardo importante, la conferma di un solido progetto.

Fin dalle prime due riunioni a Roma, nel 1994 e 1995, l’obiettivo è stato quello di favorire lo scambio di conoscenze e di esperienze tra i rappresentanti territoriali dello Stato, una forte convinzione sviluppata con costanza e serietà.

Con queste parole noi identifichiamo:

a)i soggetti istituzionali che hanno come elemento comune la rappresentanza del Governo, nazionale o regionale, nel territorio;

b)i soggetti istituzionali che curano i rapporti tra il centro e la periferia, ovvero tra le autorità centrali e le autorità locali.

Dagli inizi fino ad oggi, è maturata una importante esperienza. Così si è potuto constatare che esistono rappresentanti in quasi tutti gli Stati europei, indipendentemente dalla varietà delle forme di Stato, dalle varie tipologie di governo e dalle regole nazionali.

I rappresentanti dello Stato hanno qualifiche differenti. Diverse sono le regole di preposizione agli uffici, possono essere soggetti allo spoil system e differenti possono essere le complessità dei compiti assegnati.

Per questa ragione si utilizza la espressione onnicomprensiva di rappresentante territoriale dello Stato, ovvero quella autorità amministrativa in posizione intermedia tra i vari livelli di governo. È un intreccio di relazioni interistituzionali, a volte complicato, il cui grado di efficacia dipende dalla capacità di saper fare rete e collaborazione e dalla capacità di fare sintesi delle attività dei vari poteri pubblici operanti nel territorio. Noi siamo nei territori gli interpreti dei caleidoscopici contesti sociali.

In trenta Giornate abbiamo imparato tutto questo. Oltre seicento interventi e relazioni e oltre quattromilacinquecento partecipanti sono la conferma della validità dell’obiettivo iniziale di trenta anni fa. Vi era una diffusa necessità che le Giornate hanno assolto pienamente.

Le nostre riunioni, comprese quelle preparatorie, si sono svolte in quarantotto città diverse di ventitré nazioni; una di queste città è stata Lugansk in Ucraina, oggi occupata dalla Russia, ma all’epoca della nostra riunione era in pieno fermento democratico dopo aver subito un lungo dominio sovietico. Per tale ragione, venne anche organizzato un affollatissimo incontro con gli studenti e i professori della Università e fummo sommersi dalle domande riguardanti la democrazia, i principi del pensiero liberale, le costituzioni, le elezioni e così via.

Con ampia libertà abbiamo sempre discusso e riflettuto su ogni aspetto di interesse alla nostra professione e, nel frattempo, siamo pure cresciuti nella reciproca conoscenza e nella comunanza dei valori culturali e istituzionali, coinvolgendo studiosi, esperti, esponenti di importanti istituzioni ed imprese, rappresentanti della società civile e della cultura.

Brevemente desidero ricordare alcune tappe:

a)nel 2000 la fondazione a Gand della nostra Associazione europea, l’AERTE-EASTR, che è il nostro soggetto giuridico e organizzativo;

b)nel 2008 la fondazione dell’Osservatorio Euro – Mediterraneo; questo è stato un modo per allargare la rete dei rappresentanti al bacino del Mediterraneo ed avvicinare le conoscenze durante soprattutto il periodo della primavera araba di quindici anni fa;

c)i vari protocolli sottoscritti con Centri di studio e di ricerca;

d)infine l’accoglienza del nostro archivio nell’Archivio storico dell’Unione europea, custodito in una prestigiosa villa a Firenze; è stato un alto riconoscimento nei nostri confronti.

Le nostre attività sono state possibili anche grazie al sostegno del Ministero dell’interno della Francia, del Ministero dell’interno del Belgio, dell’Unione Europea e di tante altre autorità nazionali e territoriali e di tante imprese. A tutti va un particolare ringraziamento; il loro sostegno è stato importante per il nostro impegno e perciò si può essere solo grati.

Concludo.

L’Associazione europea, le Giornate, l’Osservatorio, le varie collaborazioni costituiscono un sistema che deve saper continuare a coltivare la funzione di concorrere ad essere luoghi affidabili di elaborazione culturale e professionale e di contribuire alla crescita della politica associativa nella sua più pura e storica accezione in nome dei nostri comuni valori, nonostante gli sforzi necessari e diffidando dalle facilonerie.

Don Chisciotte disse a Sancho: “Sappi che un uomo non vale più di un altro se non fa più di un altro”. Trent’anni fa un gruppo di volenterosi colleghi puntò su una iniziativa che sembrava difficile da realizzare e perciò veniva dai più sconsigliata. E invece siamo oggi riuniti a Valencia anche per confermare che quei pionieri valevano di più di tanti altri.

Vi ringrazio per l’attenzione e buon proseguimento.

 

Valencia - 8 - 9 maggio 2025