Tavola Rotonda alla Luiss: “Quale Governance per affrontare le emergenze”

“Il convegno “Quale Governance per affrontare le emergenze”,  si è rivelato un’ottima occasione per ribadire quanto la “Protezione Civile rappresenti la costola nobile del Ministero dell’Interno”: con queste parole, il Prefetto Ferrandino, Segretario Generale Anfaci, ha dato il via alla tavola rotonda, evidenziando come già il titolo offra un quadro chiaro di quello che il nuovo Codice della Protezione Civile intende promuovere. Non sono mancate nemmeno parole di vicinanza a tutto il Corpo dei Vigili del Fuoco per la perdita di due uomini nel tragico incidente di Catania.

All’apertura del dibattito, il prof.  De Martin ha sottolineato come la presenza del Sindaco di Accumuli, Petrucci, valorizzi ancor di più tale momento di riflessione in quanto ancora vive l’emergenza  e ne è stato testimone in prima persona . La parte più viva invece ha visto la partecipazione prima dell’Ing. Borrelli, poi del Prefetto Frattasi, i quali, in piena sinergia, hanno ripercorso sia i tratti normativi che gli accadimenti emergenziali che hanno segnato il nostro Paese sin dal terremoto di Messina del 1908; operando in un’ottica di razionalizzazione e continuità rispetto al passato, adeguando il linguaggio ai tempi, il nuovo Codice della Protezione Civile continua ad informarsi al principio di sussidiarietà e focalizza l’attenzione sul fondamentale momento della prevenzione, sul coordinamento, sulla cultura della resilienza e sull’educazione civica.

A concludere l’incontro il Prof. La Spina,  secondo il quale occorrono consensi e politiche pubbliche persuasive per rendere partecipe il cittadino alla prevenzione, ed il Prof Mattarella, che ha ribadito che la Protezione Civile si traduce in un sistema di organizzazione pubblica basato sulla solidarietà e sulle norme a tutela della prevenzione che ben può leggersi in chiave assicurativa.

Il quadro che è emerso disegna un impianto rilanciato, fortificato e policentrico, in cui deve essere il Prefetto, come organo statale per eccellenza, a farsi indispensabile coordinatore regionale, dunque un impianto teso a valorizzare ed a coinvolgere l’azione di tutti gli attori in gioco, sin dalla fase preventiva, informandosi ai principi di  sussidiarietà e solidarietà sociale: “straordinario” significa dunque flessibile, ed “una qualunque emergenza non può non reclamare sottili dosaggi di potere e complicazioni di procedure “.

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