PER UNA UGUAGLIANZA SOSTANZIALE: DIALOGO A 60 ANNI DALLA SENTENZA N°33 DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Il Webinar potrà essere seguito sul canale Youtube dell’Anfaci, al seguente link: YOUTUBE

WEBINAR

           Il prossimo Webinar Anfaci, che si terrà in videoconferenza venerdì 12 febbraio alle ore
18.30 sul canale Youtube dell’Associazione, avrà ad oggetto il seguente tema “Per una uguaglianza
sostanziale. Dialogo a sessant’anni dalla sentenza n. 33 della Corte Costituzionale”.
L’incontro nasce da una proposta della dr.ssa Rosanna Oliva de Conciliis, Presidente
dell’Associazione Rete per la Parità, che fu la protagonista della nota sentenza n. 33 del 1960 che
dichiarò l’illegittimità costituzionale dell’art. 7, legge n. 1176/1919, che escludeva le donne da tutti
gli uffici pubblici che implicavano l’esercizio di diritti e di potestà pubbliche, in riferimento all’art.
51, primo comma, della Costituzione.
Anfaci ha accolto con piacere questa sollecitazione tenuto anche conto che la storica sentenza
riguardò proprio la nostra Amministrazione e costituì il superamento di una barriera che ha poi
aperto la strada paritaria in tante carriere pubbliche.
Il Webinar, che sarà introdotto dal Segretario Generale dell’Anfaci, Laura Lega, si svolgerà
con una tavola rotonda virtuale alla quale interverranno Marta Cartabia, Presidente Emerito della
Corte Costituzionale, Margherita Cassano, Presidente Aggiunto della Corte di Cassazione,
Antonella Polimeni, Rettrice dell’Università La Sapienza, Anna Maria D’Ascenzo, già Prefetto
della Repubblica e Rosanna Oliva de Conciliis, Presidente dell’Associazione Rete per la Parità.
Modererà l’incontro Agnese Pini, Direttrice de La Nazione.
I lavori del convegno saranno conclusi con un intervento del Ministro dell’Interno Luciana
Lamorgese.
Per i lavori del Webinar, Anfaci ha deciso di prevedere, in aggiunta alla tradizionale
sessione plenaria, una call for papers tramite cui si avrà la possibilità di partecipare attivamente
attraverso la presentazione di eventuali domande e spunti di riflessione che saranno offerti
anticipatamente alle autorevoli relatrici.
A tal proposito, gli interessati sono tenuti a inviare entro le ore 14.00 di giovedì 11 febbraio
un abstract, di massimo 500 parole, all’indirizzo e-mail: anfaci2013@gmail.com.
Nell’auspicare un’ampia risposta alla nostra Call, porgiamo a tutti il nostro augurio di buon
lavoro.

LOCANDINA

Commemorazione Prefetto dalla Chiesa

Il Segretario Generale dell’Associazione Nazionale dei Funzionari dell’Amministrazione Civile dell’Interno Prefetto Laura Lega, a nome di tutti gli Associati, ricorda nel trentottesimo anniversario dalla scomparsa, il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso assieme alla moglie e a un agente di scorta pochi mesi dopo essere stato nominato Prefetto di Palermo.

La sua intensa attività volta al ripristino della legalità e alla realizzazione di migliori e più sicure condizioni di convivenza sociale costituisce per tutti, ma in particolare per gli appartenenti alla carriera prefettizia, esempio indimenticabile di dedizione alle istituzioni pubbliche e di fermezza nel perseguimento di obiettivi a vantaggio della collettività, anche a costo del sacrificio personale.

ANFACI si unisce alle commemorazioni che quest’oggi hanno reso omaggio al Generale dalla Chiesa nel luogo dell’eccidio, rinnovando sentimenti di vicinanza e cordoglio alla Famiglia.

Firenze, 3 settembre 2020

In ricordo di un caro amico

In ricordo di un caro Amico

Ricordare Leopoldo Falco, a distanza di un anno, è soprattutto ricordare un caro Amico, un Collega speciale, un galantuomo delle Istituzioni.

Leopoldo è stato tutto questo, perché ha servito la Repubblica per il bene comune, osservando la Costituzione e rispettando le leggi dello Stato. Lo ha fatto con disciplina e onore, essendo un autentico testimone di etica del servizio pubblico. Lo ha fatto in silenzio e senza alcun protagonismo, come si addice ad un funzionario del Corpo Prefettizio e come richiede la tradizione del Ministero dell’Interno, animato solo dall’intento di risolvere i problemi dei cittadini, di stare con orgoglio accanto a loro nella quotidianità, di essere garante dell’esercizio dei diritti civili e sociali proclamati dalla Costituzione.

È stato un prefetto disponibile all’ascolto e alla mediazione, pronto a suscitare energie positive, capace di essere mite e risoluto, fermo e pacato, paziente e prudente, perseverante e duttile al cambiamento.

Va ricordato pure come un intellettuale e un uomo di studio, di visioni future, di riflessioni attente e di proposte ponderate, che credeva nell’importanza della cultura dei valori e degli ideali da considerare un prezioso  patrimonio a cui alimentarsi nel difficile cammino della professione.

Il suo stile di fiero patriota repubblicano ha lasciato una traccia indelebile e ha insegnato a dare un senso concreto alla vita. Per questo, Leopoldo Falco dalla “stanza di sopra” continua ad esserci. Ed è per questo che merita, a distanza di un anno dalla sua improvvisa scomparsa, il nostro affettuoso ricordo.